giovedì 1 ottobre 2015

Ci sono luoghi che...


Ci sono luoghi che è una vita che vuoi visitare, che hanno colpito il tuo immaginario fin da bambino e che aneli di vedere e toccare dal vivo, di respirarne l'aria e l'atmosfera. Ci sono luoghi che reputi lontanissimi, che pensi non visiterai mai, eppure nei quali desideri immergerti con tutta l'anima. Luoghi che percepisci, in un certo senso, come "casa".
Sarà solo immaginazione di bimbo, l'influenza di una fiaba raccontata la sera, di un libro, un documentario, un cartone animato, eppure quella sensazione non ti molla neppure da adulto, resta lì e ti fa dire: "Un giorno ci andrò!"
Quel giorno è arrivato, e io da là non avrei voluto andarmene mai.
Avrei voluto restare, guardare il sole tramontare tra le pietre, respirare l'aria che si faceva umida e profumava d'erba e di fieno.
Avrei voluto restare e ascoltare.
Il silenzio, i suoni della natura, il fruscio delle ali dei corvi che, altezzosi guardiani, osservavano tutti dall'alto delle antiche pietre, svolazzando dall'una all'altra, scambiandosi gracchianti pettegolezzi.
All'ora di chiusura, ligi al loro dovere, sono scesi dai loro punti di osservazione, e ci hanno scortati all'uscita, saltellando sulla soffice erba, zuppa d'umidità, controllando bene che nessuno restasse a disturbare la quiete di quel luogo che, in realtà, è solo loro e dato in concessione benevola a noi...
Così l'ho avvertita quella visita: come una benevola concessione.
"Tu qui oggi puoi stare, ti è consentito. Sfrutta al meglio il tempo che ti è dato".
Poco più di due ore.
Son volate.
Il tempo si è dilatato e poi contratto; il sole si è fermato in cielo e poi è svanito dietro una coltre di nebbia e nubi. Ed è stata subito sera.
Avrei voluto fermarmi ancora, scattare ancora, penetrare quel luogo che, lo sentivo, mi sfuggiva.
Avrei voluto fermarmi.
Pensare.
Meditare.
Seppure qualcuno mi abbia avvisata che è da folli meditare in un luogo del genere...
Eppure, mi sono resa conto poi, in un certo senso ho meditato. A modo mio.
Allineando occhi, mente e cuore, forse in quest'ordine, forse in ordine inverso.
Ma un fotografo non può meditare a occhi chiusi...

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