martedì 16 febbraio 2016

La Voce Fuori dal Coro


E' una bella pretesa voler essere la "voce fuori dal coro", quella che la pensa in maniera "diversa", quella che non si "conforma".
Si fa la figura di esser vanitosi, spocchiosi e superbi.
E sia. Chissenefrega.
Perché se cercare disperatamente di vedere le cose da un punto di vista diverso dagli altri significa peccare, allora evviva il peccato.
Che non vuol dire "avere ragione per forza", ma semplicemente guardare le cose da un'altra prospettiva, magari accorgendosi che è pessima, magari no.
Io, personalmente, avevo bisogno di cambiare. Mi sentivo troppo conformata, troppo "uguale". Il mio modo di scattare non mi piaceva più, avevo bisogno di cercare, non necessariamente di trovare, ma la ricerca è uno stimolo, è ciò che ci fa sentire vivi.
Mi sono messa alla prova, mi sono messa a scattare su qualcosa che non avevo mai fatto in un modo che non avevo mai sperimentato.
Ho avuto paura. Stupido? Sarà. Ma il timore di non saper cambiare, di non esserne in grado, di non esser capace di uscire da quel porticciuolo confortante e zeppo che mi era diventato stretto, per alcuni istanti mi ha attanagliata, là nel mezzo dei boschi della Baraggia biellese.
Ho iniziato a camminare, mettendo un piede dopo l'altro sul nuovo sentiero, dapprima con passo esitante, poi sempre più sicura. Non escludo ci saranno scivoloni epocali, ma per ora la strada è intrapresa e il *paesaggio* intorno mi piace.
Il risultato, non per quanto riguardi il "risultato tecnico" in sé, un po' mi sconcerta: non è ciò che credevo di trovare, ma è evidentemente ciò che mi rispecchia ora.
Come dicevo al mio docente: la fotografia ci consente di mettere nero su bianco i nostri fantasmi. Fantasmi intesi come anime, come essenza di noi stessi.
La mente vede ciò che è celato agli occhi. Ma un buon fotografo coglie prima con la mente e il cuore che non con gli occhi. Un buon fotografo percepisce ciò che agli altri è celato. Poi... poi si è in quindici nella stessa radura, si fotografa lo stesso albero e se ne tirano fuori quindici interpretazioni diverse. Ed è giusto e bello così...

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