mercoledì 26 ottobre 2016

"Cartoline"



"Che bella cartolina!"
Ecco, chi pronuncia questa frase rivolgendosi a un fotografo, pensando di fare un complimento, beh... non sempre sta facendo un piacere.
La "cartolina" per il fotografo di paesaggio è il peggio che possa esistere (a meno che non abbia scattato per realizzare e vendere esattamente "quel" tipo di immagine) perché è semplicemente descrittiva di un luogo, ma in maniera assolutamente anonima e non emozionale.
Il "grande pubblico" le ama e le apprezza perché sono "belle", sono "facili". Bel luogo, bella luce, fiorellini, cielo azzurro con nuvolette alla Heidi, tutto bello chiaro e limpido. Niente ricerca emozionale, nulla che scuota, in positivo o in negativo, quello che si ha dentro. Solo un bel paesaggio, ripreso in maniera didascalica con un'ottima tecnica (si spera).
Poi... poi ci sono le foto di paesaggio naturale, quelle realizzate non sempre in posti canonicamente "belli", non sempre scattate per essere canonicamente "belle", anzi... Sono quelle immagini scattate dalla coscienza più profonda, da una miscela micidiale di "mente&cuore", allineati con occhio e ottica.
Immagini che riceveranno pochissimi "mi piace", che riceveranno più silenzi che consensi, ma che in qualche modo avranno toccato tasti profondi negli osservatori. Qualcuno appezzerà e si metterà in contemplazione del proprio tramestio interiore, affrontandolo, ragionandoci, o magari semplicemente lasciandosi trascinare dal suo flusso. Altri se ne ritrarranno, sconvolti che una semplice immagine, pure "brutta", li abbia graffiati tanto profondamente.
In entrambi i casi, l'autore avrà fatto centro e, in entrambi i casi, in realtà glie ne sarà importato ben poco perché quell'immagine è il frutto della sua coscienza che doveva venire a galla in quel momento e in quel contesto. Egoisticamente.
E no, di solito immagini di questo genere non sono "cartoline".

"Come fantasmi nella nebbia - Danza Macabra" - Baraggia di Romagnano - 22 Ottobre 2016

Nessun commento:

Posta un commento