martedì 10 novembre 2015

Il fotografo imbruttito

...ovvero: una nota *dolente* che farà arrabbiare qualcuno, ma quando ce vo’, ce vo’. Partiamo dal presupposto che: .1 Sono un fotografo. Non solo faccio il fotografo, ma lo sono. Me lo sento dentro. Anche il giorno in cui dovessi chiudere baracca e burattini, continuerò a scattare e gestire la fotografia come ho sempre fatto. Amandola, odiandola a volte, ma curandola sempre. Cercando di dare il meglio. Perché essere *amatore* non significa dovere/potere perennemente fare le cose a muzzo^^ .2 Mi ritengo un buon fotografo, brava ma non La più brava. Non il genio dei geni, non il Cartier Bresson della situazione, ma un buon fotografo, sempre alla ricerca del miglioramento. .3 Non amo giudicare, ma mi permetto, a volte, di fare osservazioni. Perché? Perché non sempre quello che vedo mi piace e siccome detesto tenermi dentro le cose e fare sorrisetti di compiacenza, ogni tanto il sassolino me lo tolgo. Detto ciò, perché questa nota? Perché ho visto, non solo ultimamente, ma da un bel pezzo, una quantità di *dilettanti allo sbaraglio che si credono Cartier Bresson* (anche se, probabilmente, il 10% di loro sa di chi si tratta...) veramente impressionante. Ora, lo sappiamo tutti che è da anni che se hai in mano una reflex sei *fotografo*. E’ una piaga inguaribile della nostra professione. Ma. Saranno i social network, sarà che le generazioni dai 40 in giù son davvero troppo viziate e che il ‘68 ha fatto più danni che altro, ma l’ego e la mancanza di umiltà dei cosiddetti *fotografi* ha raggiunto livelli indecenti. Analizziamo gli elementi in oggetto: - hanno *la reflex* (eccerto, sennò che *fotografi* sarebbero?) - se la portano *ovunque*, peggio che lo smartphone e scattano a qualsiasi cosa, in qualsiasi condizione di luce. - la usano in “A” o in “P”. Se va bene ogni tanto si azzardano a girare la rotellina dei programmi la quale, se toccata per errore in borsa, crea drammi inimmaginabili (che, di solito, si deve smazzare il povero Fotografo di città o paese che sia...) - di sapere cosa sia l’esposizione, manco a parlarne... - di sapere cosa sia il bilanciamento del bianco... seeeh! - di avere un *minimo* di idea di come inquadrare... lasciamo stare, va’! - di controllare non solo il soggetto, ma magari pure lo sfondo o quello che c’è intorno, non se ne parla (classica la frase: “toh, non l’avevo visto!” il tizio che si scaccola dietro la statua o, peggio, alla figlioletta in posa da stoccafisso) - fuoco selettivo? Cos’è? Si mangia? (ok, chiedo troppo) - a proposito di chiedere, la prima cosa che ti chiedono, dopo aver saputo che sei fotografo ed averti informato che anche loro lo *sono*, ma *amatori*, è: che attrezzatura usi? ... ... ... La prossima volta rispondo “Samsung S3 mini” (che poi è vero...^^) Un fotografo è fotografo QUALSIASI mezzo abbia in mano, dallo smart phone alla reflex, al banco ottico, la compatta, il foro stenopeico, il sa-iddio-cosa-imprime-un-sensore-pellicola-quant’altro e lo usa sfruttandone al massimo pregi e difetti. Amen. - pubblicano. Pubblicano in continuazione qualsiasi cosa, in quantità industriali. Senza filtro, senza selezione, senza criterio. Senza umiltà. Tutto ciò che pubblicano è bello-fantastico-meraviglioso (e gli *amici* non fanno altro che rincarare la dose, mettendo commenti entusiasti a *cose* sfocate, tagliate, sovraesposte, sottoesposte, male inquadrate etc etc etc.) Facciamo presente: non sei un buon fotografo solo perché della festa di compleanno di tua figlia hai scattato 650 foto, di cui buone, forse 3, e le pubblichi TUTTE, senza selezione, post produzione e, soprattutto, criterio e umiltà. Non perché hai sempre al collo la tua dannata reflex sei un buon fotografo. Non perché scatti a qualsiasi cosa, senza tener conto di ottica, esposizione, inquadratura, ma solo perché (credi) hai visto una cosa bellissimissima-et-emozionantissima allora sei un buon fotografo e pubblichi, firmandoti a grandi lettere. Il brutto di tutto ciò? Che questa gente ha sdoganato l’immagine del fotografo low cost, del “ma tanto le foto me le fa l’amico con la reflex”, e abbassato inesorabilmente i livelli delle immagini in circolazione, nonché del gusto del pubblico, il quale si trova a belare complimenti a cose inguardabili, decretandole come *capolavori*. Vero, bisogna sempre pesare chi dice cosa e da chi arriva il *giudizio*, però... Però è avvilente e, spesso, scoraggiante. Perché sempre più spesso ti trovi davanti a *fotografi* che hanno una boria più grande delle loro *reflex* e che, praticamente sempre, ti trattano come se tu, fotografo dentro, fuori e tutt’intorno, fossi un emerito cretino. Amen. Di nuovo. La nota, in realtà, non è per i suddetti soggetti tra i quali, forse, un 3% prima o poi si salverà, butterà via il 99,9% dei suoi scatti e si iscriverà a un corso di fotografia serio. La nota è per chi si rivolge a suddetti soggetti e mette nelle loro mani momenti unici e indimenticabili. Non perché l’amico ha *la reflex* sarà in grado di farvi un bel servizio fotografico, di qualsiasi genere, dal battesimo alle foto del gatto (che non son semplici per nulla, a volerle fare ad arte^^) Il “fa sempre belle foto in vacanza” non è una garanzia. Meditate, gente...

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